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Cos'è un data catalog?

L'inventario ricercabile dei dati aziendali: dove vivono, chi li possiede, cosa significano, con quale lineage e qualità.

Un data catalog è l'inventario ricercabile dei dati di un'azienda: tabelle, dashboard, modelli, file, con metadati che spiegano cosa sono, chi ne è responsabile, come si collegano ad altri dataset (lineage) e quanto sono affidabili. Non è un elenco statico: si popola in parte automaticamente scansionando le piattaforme dati, dal data warehouse ai tool di business intelligence, e in parte con annotazioni umane, come definizioni di business, owner e tag di sensibilità. In genere convive con un motore di ricerca interno e con una vista di lineage che mostra da dove arriva un dato e chi lo consuma a valle, così che una modifica a monte non colga di sorpresa i dashboard che dipendono da quella tabella. Più cresce il numero di dataset e team, più il catalogo passa da comodità a infrastruttura necessaria per non ripartire da zero a ogni nuova analisi.

Il problema che risolve: avere dati non è trovarli

Nella maggior parte delle aziende i dati esistono già, sparsi tra data warehouse, fogli di calcolo e applicazioni SaaS: il problema non è produrli, è trovarli e capire se ci si può fidare. Senza un catalogo, la conoscenza di dove sta cosa vive nella testa di poche persone, e ogni nuova analisi riparte da domande su Slack. Il catalogo rende quella conoscenza cercabile: una query su "fatturato" restituisce le tabelle certificate, chi le possiede, l'ultima volta che sono state aggiornate. È anche il punto naturale in cui collegare glossario di business e regole di data governance, così che la stessa definizione di "cliente attivo" valga per tutti.

Perché conta per la tua azienda, e per l'AI

Un catalogo maturo accorcia il tempo che analisti e data scientist passano a cercare dati invece di usarli, e riduce gli errori da dataset sbagliati scambiati per quelli giusti. Con l'arrivo degli agenti AI il ruolo del catalogo cambia peso: un agente che deve rispondere su dati aziendali ha bisogno della stessa cosa di un analista umano, sapere quali dataset esistono, cosa significano e se sono affidabili, prima di interrogarli. Il catalogo diventa quindi anche la fonte di grounding per gli agenti, non solo lo strumento di un team dati: senza metadati corretti, un agente rischia di citare con sicurezza la tabella sbagliata.

  • Business glossary · Il vocabolario condiviso che definisce cosa significano i termini di business: nasce facilmente e muore in silenzio.
  • Data lineage · La mappa del percorso dei dati: da quale sorgente partono, quali trasformazioni subiscono e quali report, modelli o sistemi alimentano.
  • Semantic layer · Strato che centralizza le definizioni di business (metriche, dimensioni) e le serve in modo coerente a BI, analisti e ora anche agli LLM.
  • Apache Ossie (Open Semantic Interchange) · Progetto entrato in incubazione Apache nel 2026 che punta a standardizzare come le definizioni di metriche circolano tra catalogo dati, BI e semantic layer.
  • Data steward, data owner e data classification · I ruoli operativi della data governance: chi possiede un dominio dati, chi ne cura la qualità ogni giorno, come si classifica per sensibilità.

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