Cos'è OpenAI Codex?
L'agente di coding di OpenAI rilanciato nel 2025: CLI, estensione IDE ed esecuzione cloud, non il vecchio modello Codex del 2021.
Codex è oggi il prodotto agentico di coding di OpenAI, non il modello omonimo del 2021: quel primo Codex, basato su GPT-3 e usato per alimentare le prime versioni di GitHub Copilot, è stato dismesso da OpenAI nel 2023. Il nome è stato poi riutilizzato dal 2025 per una linea di modelli specializzati nella generazione di codice (la famiglia GPT-5-Codex, poi GPT-5.1-Codex-Max) e per il prodotto che li espone: una CLI da terminale, un'estensione per IDE, un ambiente di esecuzione cloud per lanciare task in background e uno strumento di revisione automatica delle pull request. Chi ricorda solo il Codex del 2021 sta pensando a un prodotto diverso e ormai superato. La differenza non è solo di nome: quel primo modello era un motore di completamento integrato in strumenti terzi, mentre l'attuale Codex è un prodotto agentico a sé, pensato per lavorare in autonomia su task lunghi invece che suggerire singole righe di codice mentre si scrive.
Cosa fa davvero
La caratteristica che distingue Codex dagli altri agenti di coding è l'enfasi sull'esecuzione in cloud e su orizzonti temporali lunghi: un task può essere delegato e proseguire in un ambiente sandbox per ore mentre lo sviluppatore lavora su altro, invece di richiedere una sessione interattiva continua. Rispetto a Cursor, che resta un editor pensato per la collaborazione in tempo reale dentro l'IDE, e a Claude Code, un agente da terminale con una modalità di pianificazione esplicita prima di modificare i file, Codex si posiziona più sul lato dell'automazione asincrona: assegna, lascia lavorare, rivedi il risultato (anche tramite la revisione automatica delle pull request integrata nel prodotto).
Quando sceglierlo, quando no
Codex ha senso per team già dentro l'ecosistema ChatGPT (l'accesso è incluso nei piani Plus, Pro e Business, senza un abbonamento separato) e per task ben definiti e a orizzonte lungo che si prestano all'esecuzione autonoma in background, come refactoring estesi o migrazioni di libreria. È una scelta meno naturale per chi cerca un compagno di pair programming in tempo reale con revisione riga per riga, dove Cursor o Claude Code restano riferimenti più maturi. In ogni caso vale lo stesso avvertimento valido per tutti gli agenti di coding: la comodità dell'esecuzione autonoma amplifica il rischio di vibe coding, ovvero l'accettazione di modifiche generate senza una revisione umana adeguata, tanto più quando il task ha girato per ore senza supervisione diretta.
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