Cos'è il SaaS e cosa si compra davvero con un abbonamento software?
Il modello in cui si paga l'accesso a un'applicazione gestita dal fornitore: non compri il software, ma il diritto di usarlo.
Il SaaS, software as a service, è il modello con cui si compra l'accesso a un'applicazione già installata e gestita da chi la vende, raggiungibile da un browser e pagata a canone periodico. Non si acquista il software: si acquista il diritto di usarlo finché si paga. La definizione formale è del NIST, che nella Special Publication 800-145 (Peter Mell e Tim Grance, settembre 2011) la descrive come la capacità, fornita al cliente, di usare le applicazioni del fornitore che girano su un'infrastruttura cloud, senza gestire e senza controllare quella infrastruttura, con la sola eccezione di impostazioni di configurazione limitate. È una riga tecnica che dice una cosa commerciale molto precisa: server, aggiornamenti, backup e sicurezza dell'ambiente restano tutti in carico a chi vende, e chi compra rinuncia al controllo in cambio di non doversene occupare.
Cosa si paga e cosa resta
Il prezzo storicamente si moltiplica per il numero di utenti abilitati, ed è ancora così in gran parte del gestionale. È la conseguenza che sfugge in fase di firma: il costo cresce con l'organico, non con il valore che lo strumento produce, quindi sale proprio quando l'azienda sta andando bene e assume. Il listino per postazione però non è più l'unico: si è diffuso il modello ibrido, canone base più una componente a consumo, che sposta la variabile dall'organico al volume di lavoro. Chi negozia deve sapere quale delle due leve sta comprando, perché il consumo non si mette a budget come una testa. Alla fine dell'abbonamento resta poco: nessuna licenza perpetua, nessun binario da installare, nessun ambiente che continua a funzionare offline. Restano i dati, ma solo se ci si è portati via qualcosa di riutilizzabile, ed è un tema che ha una voce sua, la portabilità dei dati. Per la stessa ragione un abbonamento espone al vendor lock-in più di una licenza acquistata: chi smette di pagare non torna alla versione di ieri, si ferma.
I tre livelli, distinti per chi gestisce cosa
Il NIST definisce tre modelli di servizio nello stesso documento, e li separa per il perimetro di controllo che lasciano al cliente. Nel SaaS si usano applicazioni del fornitore. Nel PaaS si distribuiscono applicazioni proprie sull'infrastruttura del fornitore, usando i linguaggi e gli strumenti che supporta: il codice è di chi compra, la macchina sotto no. Nello IaaS si ottengono capacità di calcolo, archiviazione e rete su cui installare qualunque software, sistema operativo compreso: torna il controllo, e con lui il lavoro di tenerlo in piedi. Attenzione alla sigla: IaaS è Infrastructure as a Service, un modello di fornitura, mentre IaC è Infrastructure as Code, una pratica di lavoro. Non sono la stessa cosa.
Un esempio concreto
Un'azienda di quaranta persone paga un gestionale a canone per utente. Il conto è sostenibile, il fornitore aggiorna e mette in sicurezza, nessuno in azienda deve fare il sistemista. Poi apre una seconda sede, arriva a settanta persone, e la voce di costo raddoppia senza che il software faccia una cosa in più. Nello stesso momento la produzione chiede un tracciamento di lotto che il prodotto non prevede, e la risposta è che entrerà in roadmap. Nulla di scorretto: è esattamente il modello che si era firmato.
Quando il SaaS non è la scelta giusta
Per la maggior parte delle esigenze di una PMI il SaaS è la scelta ragionevole, e vale dirlo invece di fare la caricatura dell'abbonamento: tenere in piedi un server richiede una competenza che quasi nessuna azienda di quaranta persone ha in casa. Smette di essere la scelta giusta quando il processo da gestire è il vantaggio competitivo dell'azienda e nessun prodotto generico lo rispetta, quando il costo per utente supera quello di far costruire lo stesso pezzo, o quando i dati che il processo genera valgono più dell'applicazione che li produce. Il problema non è il modello: è firmare senza sapere cosa si è firmato. Il passo successivo, il pagamento a risultato, è raccontato alla voce Service-as-Software.
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