I tuoi numeri non tornano, e nessuno ha sbagliato i conti.
Raccolgo i dati dai sistemi che hai già e li porto a una fonte sola, aggiornata, con regole chiare su chi vede cosa. Senza cambiare gestionale e senza fermare il lavoro.
Ogni azienda è a una fermata diversa.
Non serve partire da zero né fare tutto subito. Guardo a che fermata sei e costruisco insieme a te il passo successivo. Quanto ci vuole per passare alla fermata dopo dipende da dove sei e da cosa hai già in casa: te lo dico dopo aver guardato, non prima.
Punto di partenza
Processi manuali
Excel, email e processi a mano: da qui parte quasi ogni azienda con cui lavoro.
Prima fermata
Strumenti digitali connessi
Dashboard e KPI condivisi, i sistemi che si parlano, i primi controlli di sicurezza.
Seconda fermata
Si decide sui numeri, non a naso
Il numero arriva quando serve decidere, non a fine mese, ed è lo stesso per tutti.
Terza fermata
Automazione dove conviene
Si automatizza solo ciò che ha un ritorno misurabile, e l'AI entra dove paga davvero.
Dove si arriva
Funziona anche senza di me
I processi reggono da soli, con supervisione e controlli maturi, nessuna persona indispensabile.
Integrare dati aziendali sparsi su più sistemi
Il gestionale ha una verità, il CRM un'altra, l'e-commerce una terza, e il foglio di calcolo che tiene in piedi il magazzino ne ha una quarta che conosce solo la persona che lo aggiorna. Nessuno di questi sistemi sta mentendo: contano cose leggermente diverse, con definizioni mai messe per iscritto. È così che una riunione si trasforma in un confronto fra estrazioni invece che in una decisione.
Il sintomo che rende il problema misurabile non è il disaccordo fra i numeri, è il tempo: quante ore al mese qualcuno passa a costruire a mano un report che poi nessuno usa per decidere, perché quando arriva è vecchio. Quelle ore sono il budget del lavoro che serve, e di solito bastano a pagarlo.
Sotto c'è quasi sempre la stessa cosa, e ha un nome: silos. Ogni reparto ha il suo sistema, ogni sistema ha i suoi dati, e nessuno ha il compito di tenerli d'accordo.
Collegare i dati senza rifare tutto: cosa faccio, in concreto
Prima cosa che ti dico, ed è quella che mi fa perdere il lavoro più caro: quasi mai serve cambiare gestionale. Il gestionale resta dov'è e si legge da fuori. Sostituirlo è un progetto costoso e rischioso, e nella grande maggioranza dei casi non è quello che risolve il tuo problema, che è di lettura e non di sostituzione.
Guardo tre cose, in questo ordine. Le sorgenti: cosa esiste, chi lo aggiorna, quanto spesso, e dove le stesse informazioni sono duplicate. Le definizioni: cosa vuol dire "cliente attivo" e "margine" per te, perché finché non è scritto una volta ogni report ne usa una versione propria. I permessi: chi può vedere cosa, che è la domanda a cui nessuno sa rispondere e che diventa urgente il giorno di una verifica.
C'è una quarta domanda a cui quasi nessuno sa rispondere, e la faccio insieme alle altre tre: in quale Paese stanno fisicamente i dati che ogni servizio che usi conserva per te, perché la data residency è un fatto da conoscere prima che sia qualcun altro a chiedertelo.
Poi costruisco il flusso che tiene i dati aggiornati da solo e la fonte unica su cui poggiano i report. Dove le relazioni fra le entità contano più delle tabelle (un ricambio che sta su tre codici diversi, un cliente che è anche fornitore) uso knowledge graph e ontologie, che non sono una moda: sono il modo di dire una volta come le cose si chiamano e come stanno insieme. Dove non contano, non li uso: un data warehouse più grande non è un progetto migliore.
Consegno una cosa che si può guardare: i dati collegati, i report che si aggiornano da soli, e un documento che dice da dove arriva ogni numero. Quest'ultimo è la parte che nessuno chiede e che serve a tutti, perché è quella che fa smettere di discutere su quale estrazione sia quella buona.
Quanto costa mettere in ordine i dati
La prima chiamata è gratuita. La valutazione parte da 1.400 euro: costa più di quella su un singolo software perché il lavoro è più ampio, cioè mappare le sorgenti, capire dove i numeri divergono e perché, guardare permessi e duplicazioni, e dirti cosa si collega subito e cosa non vale la pena collegare. Finisce con un documento che è tuo e che puoi portare a chiunque, anche a un altro fornitore.
L'intervento poi parte da circa 5.000 euro, e quello che lo fa salire è una cosa sola: quante sorgenti vanno collegate. Due sistemi che espongono già i dati in modo leggibile sono un lavoro di settimane; sei sorgenti di cui una è un foglio di calcolo aggiornato a mano e un'altra un gestionale senza interfaccia sono un lavoro di tutt'altra scala. Quel conteggio è la prima cosa che esce dalla valutazione, ed è il motivo per cui la valutazione viene prima.
Dove il risultato è misurabile, una parte del compenso la lego a quello invece che alle giornate. Su questo lavoro il numero c'è già: sono le ore al mese che qualcuno passa a costruire report a mano. Si misurano prima, si misurano dopo, e se non calano ci perdo anch'io.
Un caso in cui questo lavoro non ti serve: se devi solo far arrivare i dati da un sistema all'altro, e i sistemi sono due, esistono strumenti pronti che lo fanno a una frazione del costo. Te lo dico nella prima chiamata, prima che tu spenda qualcosa. Questo lavoro serve quando le sorgenti sono molte, le definizioni non coincidono e i numeri devono restare affidabili nel tempo.