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Cos'è RSL, Really Simple Licensing?

Lo standard XML che dichiara ai crawler AI le condizioni di licenza dei contenuti, incluso il compenso richiesto.

RSL, Really Simple Licensing, è uno standard aperto e leggibile dalle macchine per dichiarare in modo esplicito a quali condizioni un sito autorizza, o vieta, l'uso dei propri contenuti da parte dei crawler AI, includendo l'eventuale modello di compenso richiesto: abbonamento, pagamento per accesso, per inferenza, oppure uso gratuito con la sola attribuzione. Nasce a settembre 2025 dalla RSL Collective, promossa da Eckart Walther, tra gli autori originali di RSS, e da Doug Leeds, ex amministratore delegato di Ask.com, con l'adesione dichiarata di editori come Reddit, Yahoo, Medium, O'Reilly Media, Vox Media e Ziff Davis, e il sostegno annunciato di infrastrutture come Cloudflare, Akamai e Fastly. Tecnicamente il file di licenza, in XML, si referenzia da robots.txt, da un header HTTP, da un tag meta o da un feed RSS, così un crawler può leggerlo prima di raccogliere i contenuti. È il passo successivo rispetto al consenso binario di robots.txt: non solo se raccogliere, ma a quali condizioni.

Cosa permette di dichiarare, e i suoi limiti reali

Un editore differenzia i permessi per uso: consentire l'indicizzazione per la ricerca, negare l'addestramento di modelli, oppure permetterlo dietro un canone per inferenza o per accesso. Il progetto propone anche un protocollo di licenza aperta, l'Open Licensing Protocol, per negoziare in automatico i termini tra chi pubblica e chi raccoglie, oltre a uno standard di cifratura per i contenuti a pagamento. Sull'adozione reale va però mantenuta prudenza: il repository pubblico dello standard conta poche decine di stelle e un'attività minima, e nessuna azienda AI di primo piano, da OpenAI a Google, ha confermato pubblicamente di leggere e rispettare i file RSL. Come per robots.txt, la dichiarazione funziona solo se il crawler sceglie di onorarla: non esiste, a oggi, un meccanismo di enforcement tecnico che impedisca a un raccoglitore di ignorarla.

Perché conta per chi decide

Per un'azienda che vende dati, ricerche di settore o contenuti editoriali proprietari, RSL è un modo economico di formalizzare una posizione negoziale prima che serva davvero: pubblicare un file di licenza oggi costa poco e prepara il terreno per il momento in cui gli accordi di licenza con i fornitori di modelli diventeranno prassi comune, invece di rincorrerli quando il traffico organico sarà già eroso. Vale la pena leggerlo insieme al tema più ampio della governance dei dati applicata ai contenuti come asset, e nel contesto europeo, dove le eccezioni di copyright per il text e data mining già distinguono tra estrazione a fini di ricerca e uso commerciale: un file RSL non sostituisce quella base normativa, la rende semplicemente leggibile da una macchina. La raccomandazione pratica resta la stessa di ogni standard emergente in questo spazio: adottarlo come segnale a basso costo, non come garanzia di protezione, e continuare a monitorare chi lo onora davvero.

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