Cos'è il golden power in Italia?
Poteri speciali del Governo italiano su acquisizioni e operazioni in settori strategici, cloud e tecnologie incluse.
Il golden power è l'insieme di poteri speciali che il Governo italiano può esercitare per porre prescrizioni, condizioni, o opporsi a operazioni societarie (acquisizioni, fusioni, delibere) che riguardano aziende attive in settori considerati strategici per la sicurezza e gli interessi nazionali: difesa e sicurezza nazionale, energia, trasporti, comunicazioni e, dal 2019, anche le reti a banda larga con tecnologia 5G. Lo strumento è stato introdotto dal decreto-legge 21/2012, convertito con modificazioni dalla legge 56/2012, che ha sostituito il precedente regime della golden share. Il meccanismo si attiva quando le aziende o gli acquirenti coinvolti presentano una notifica preventiva alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: senza notifica, o in caso di violazione delle prescrizioni imposte, il Governo può opporsi all'operazione, imporre condizioni o, nei casi più gravi, farla decadere. Il perimetro si è esteso negli anni fino a includere le tecnologie considerate critiche, tra cui intelligenza artificiale, semiconduttori, cybersecurity e infrastrutture cloud.
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Perché riguarda anche chi compra tecnologia, non solo chi vende l'azienda
Il golden power viene raccontato quasi sempre dal punto di vista di chi cede o acquisisce una quota: consulenti legali, advisor M&A, uffici stampa che annunciano il via libera del Governo. Meno raccontato è il lato di chi la tecnologia la compra e la usa: un'azienda che seleziona un fornitore cloud, o che valuta l'acquisizione di una scale-up tecnologica italiana per integrarne la piattaforma dati, deve capire che la proprietà di quel fornitore non è un dato stabile nel tempo. Il DPCM 179/2020 ha già indicato la proprietà intellettuale su tecnologie critiche in ambito sanitario e su intelligenza artificiale, robotica, semiconduttori, cybersecurity, nanotecnologie e biotecnologie come rilevante ai fini dell'applicazione del golden power. Il caso Pirelli, con il decreto Golden Power del 9 aprile 2026 sulla tecnologia "Cyber Tyre", mostra che il perimetro applicativo continua ad allargarsi verso asset tecnologici specifici, non solo verso settori interi.
L'angolo pratico: due diligence e valutazione fornitori
Per chi acquisisce una scale-up tecnologica italiana, il golden power aggiunge una voce concreta alla due diligence: verificare se l'attività target rientra nei settori o nelle tecnologie notificabili, e se l'operazione richiede notifica preventiva prima del closing, con i tempi tecnici che questo comporta sul calendario dell'operazione. Per chi sceglie o rivaluta un fornitore cloud, la domanda utile è diversa da quella sulla sovranità digitale: la domanda utile non è più "dove sono i miei dati", ma "il controllo su questo fornitore può cambiare mano, e se cambia, cosa succede alla continuità del servizio". Un cambio di controllo su un fornitore cloud strategico può, in teoria, attivare lo stesso scrutinio che si applica a un'acquisizione industriale: un elemento di rischio operativo che vale la pena inserire nei contratti di fornitura e nelle clausole di uscita, non solo nella scheda legale dell'operazione.
Questa voce è informativa e non costituisce consulenza legale: per operazioni soggette a golden power rivolgiti al tuo legale societario o a un advisor specializzato in M&A regolamentare.
Domande frequenti
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